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Intervista Germano Bergamo – Parte 1

Intervista a Germano Bergamo – Parte 1

ESTRATTO SLICK #19

Impossibile risolvere i problemi che causava il motore. La premessa è già un annuncio: «È stato impossibile compensare con il telaio le problematiche create da un motore così violento. Il motore, per le sue caratteristiche di esplosione di potenza, di fatto sovrastava qualsiasi prova che noi abbiamo fatto dal punto di vista ciclistico». 

E poiché lo dice Germano Bergamo, una delle massime autorità in campo telaistico, nonché disegnatore della RS Cube, bisogna considerarla una sentenza e non un’opinione. «E alla fine se ne sono resi conto anche in Cosworth», aggiunge lui, con un tono di voce basso ma fermo. «Il motore sarebbe dovuto essere meno esplosivo e più controllato già di suo, cioè come progettazione, anche perché l’elettronica era molto acerba in quel periodo e non poteva gestire quel tipo di motore. Almeno, non pienamente».

E allora la conclusione arriva da sé: se nemmeno i telaisti di Aprilia sono riusciti a rendere gestibile (dai piloti) la RS Cube nelle tre versioni che hanno gareggiato dal 2002 al 2004, significa che quel motore era semplicemente e clamorosamente inadatto al motociclismo. Del resto, era stato progettato in base a concetti automobilistici. Ci si poteva aspettare un risultato diverso?

Tuttavia, se ci fermassimo qui racconteremmo solo una delle tante storie tipiche del mondo delle corse – cioè aspettative disattese, piloti frustrati, malumori, critiche, polemiche – e invece c’è tanto di più da rivelare e da spiegare: «La Cube si è trasformata in un laboratorio di inestimabile valore, attraverso il quale abbiamo sviluppato tanta tecnologia che è servita per rendere vincenti altre moto», sottolinea Germano Bergamo, allineandosi all’opinione dei suoi colleghi progettisti di Aprilia Racing. 

«Faccio solo qualche esempio. La Gilera (Aprilia) 250 che ha vinto con Sic aveva molte soluzioni prese dalla Cube, così come la RSV4 che ha vinto in Superbike con Biaggi. E anche l’attuale RS-GP ha delle soluzioni che derivano dalla Cube».

germano Bergamo Cube

 

Il motivo è chiaro, ma è più bello se lo si ascolta da uno come lui: «Abbiamo messo così tanto tempo ed energia per cercare di risolvere i problemi che aveva la Cube, da permetterci di fare tante esperienze e di acquisire nuove nozioni. Ecco perché avevamo molte aspettative sulla “5”: avevamo tutti una gran voglia di verificare il risultato di tre anni di lavoro intensissimo. 

Ma la nuova società aveva idee diverse, quello che è successo non è dipeso da noi del racing». Quello che è successo, appena il Gruppo Piaggio ha assorbito Aprilia, lo sappiamo bene. E in ogni caso ne parliamo a parte. Questo è un viaggio diverso, e prima di iniziare occorre fornire alcune istruzioni.  La “5” è la RS Cube in versione 2005, cioè la moto che non corse mai. 

Anche Germano Bergamo cataloga l’evoluzione del Progetto Cube per sintesi: la “2” è la prima (la versione 2002), poi ci sono la “3” (del 2003) e la “4” (del 2004).

Infine la “5”, un progetto di estrema importanza.
Germano Bergamo ha l’Aprilia nel cuore, oltre che nella mente: è nato a Noale, proprio come l’azienda, e abita ad una manciata di chilometri dal reparto corse in cui sono nate moto leggendarie che anche lui ha contribuito a progettare.

È entrato in Aprilia dopo gli studi, nel 1990, e non si è più mosso. «Diciamo che ho fatto un po’ tutta la classica gavetta», dice lui, con una sorprendente modestia per uno che occupa la sua posizione. 

Oggi è “Coordinatore di tutti i progettisti Veicolo in Aprilia Racing”, e in passato non solo è stato il disegnatore del telaio della RS Cube: ha messo le sue idee e i suoi studi su tutti i progetti di questo reparto corse che nella sua storia ha conquistato 54 titoli mondiali.

«Quando sono entrato in Aprilia, nel 1990, ho iniziato come disegnatore delle 125. Erano i tempi in cui lavoravo su tecnigrafo, quindi a mano. Un paio di anni dopo ho iniziato a lavorare con i primi CAD bidimensionali e poi tridimensionali, e sono passato ai progetti della 250 e della 500 due tempi».

Quindi ha lavorato su tutti grandi progetti Aprilia degli ultimi 30 anni. Cube a parte, si è occupato della progettazione dei telai delle dominanti 125 e 250 2T, poi della 500 bicilindrica 2T, nonché della spettacolare RSV4 SBK. Ha persino messo le sue idee sull’Aprilia in versione Dakar.

Ecco perché quando l’Aprilia ha deciso di entrare nel mondo delle quattro tempi al massimo livello, la MotoGP, hanno ovviamente chiamato anche lui.

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